AkelAmadahy

Francesca Più & Paolo Farnedi

AkelAmadahy

Siamo Francesca e Paolo, con il nostro progetto di benessere sonoro AkelAmadahy.

Akela è il lupo che adotta Mowgli ne “Il libro della jungla”, Amadahy significa "foresta d'acqua" in cherokee.

Il nome del progetto è la fusione degli aspetti che richiamano le nostre parti più risonanti con la natura: un'immagine di equilibrio dinamico, di solitudine contemplativa, cadenzata da ruscelli e dal fruscìo delle fronde degli alberi, connettendo la propria interiorità alla musica dell’ambiente.

Creiamo ponti di musica e parole con l'intento di connettere chi ci ascolta verso il proprio sentire, unico ed irripetibile.
Senza la presunzione di "guidare" nessuno, con il desiderio di prenderci tutt* per mano, intraprendendo insieme questi viaggi, fuori e dentro di noi.

Francesca Più

Francesca Più

Musicista e Autrice

Francesca Più è cantante, musicista, scrittrice ed autrice di libri di ricette (Spaghetti vegetali dall’antipasto al dolce e Acque aromatizzate, Macro Edizioni), e di rapporto emotivo\mentale\sociale con il cibo (Alimentarsi: l’equilibrio nella nutrizione, Anima Edizioni).
Utilizzando i canali della musica, del canto e della parola come ponti di connessione verso il proprio sé interiore e come strumenti di liberazione emozionale, ha creato insieme a Paolo Farnedi il progetto di benessere sonoro Akelamadahy.

L'arte come Ponte

"Arriva qualcosa che non mi appartiene nel plesso solare, o nel basso ventre... qualcosa che accade, che deve espandersi ed essere seminato, e che esprimo con la musica, con la voce, con la parola.
Utilizzo l'arte (o meglio, mi faccio utilizzare dall'arte) per canalizzare ciò che ho bisogno di esprimere, e che sento debba essere trasmesso per connettere, creare, unire, moltiplicare, distruggere o dissolvere.

Ho scritto libri divulgativi riguardanti l'alimentazione naturale, il rapporto con il corpo e con lo spirito e la simbiosi con Madre Terra con le case editrici Macro Edizioni ed Anima Edizioni, tenendo per diversi anni corsi e conferenze su questi argomenti.

Successivamente, mi sono diretta sempre di più alla parola ed alla musica come canale di riscoperta emozionale e risveglio sentimentale... poichè se la comprensione di noi è disequilibrata, intorpidita, o dimenticata, allora anche le nostre scelte, in ogni ambito, possono passare tramite interpretazioni e percezioni potenzialmente dannose... rischiando di fare assumere al quotidiano una forma distorta, obsoleta, meccanica e sterile.

Ecco, ciò che posso avere imparato nel mio umile percorso, è che si parte da lì. Dall'emozione autentica. Da quell'onda che ci insegnano ad ignorare, ad evitare, a giudicare... finché il cuore (e con lui il corpo) non si ammala.

Personalmente, sento più che mai che l'arte sia quel ponte che va diretto al cuore senza intermediari poiché permette di vivere, riconoscere, fare esperienza delle emozioni, renderle reali e comprensibili...

E credo con tutto il cuore che sia la chiave per renderci conto di ciò che accade nel nostro mondo interiore ed esteriore, sentirci parte di una comunità e non soli, protagonisti e non estranei, esserne parte e non spettatori annoiati.

Così facendo, potremo permetterci di prendere parte in modo consapevole e condiviso al Cambiamento necessario a scardinare meccanismi interiori ed esteriori oramai insostenibili, e di ripristinare finalmente un equilibrio Naturale con noi, con l'altro, e con il Pianeta.

Fragilità

Quando canto, ogni fragilità è esposta...
Come se mi si aprissero le costole, ad esporre il cuore.

E la sensazione è quella di ritrovarsi in un vuoto senza gravità definita (sto precipitando? Sto decollando?), intriso di una sensazione di liberazione ed espansione indescrivibili.
Sparisce l'identità nella quale mi riconosco, e divento un canale diretto con qualcosa di "oltre", che non so definire.

Ed in quegli attimi, senza nulla con cui difendermi, senza posti in cui nascondermi, paradossalmente provo una sensazione di potenza assurda.
È qui che raggiungo la mia autenticità, e l'autenticità con l'altro.
Ed è qui che l'altro può raggiungere la mia.
Riconoscendoci come particelle di un organismo misterioso, così simili, e così uniche.
Fragili, ed eterne.

Quando la nostra fragilità è condivisa, siamo liberi di manifestarci per come siamo, ispirando chi ci guarda, o ascolta, a riconoscersi, e mostrarsi a sua volta.
La fragilità condivisa ha l'enorme potere di farci essere null'altro che noi, con noi e con il mondo.
Vuoti d'identità, e pieni d'essenza."

BENESSERE SONORO

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Paolo Farnedi

Paolo Farnedi

Musicista e Web Designer

Paolo Farnedi è musicista e web designer: ha collaborato a diversi progetti a forte carattere ambientalista, come il portale di corsi EcoSapere.it ed il blog Autoproduciamo.it di Lucia Cuffaro. Insieme a Francesca Più ha creato il progetto di benessere sonoro Akelamadahy: la musica come strumento per mettere a nudo le proprie fragilità, predisponendosi all’accettazione di sè e all’accoglienza dell’altro/a, in un’ondata empatica capace di generare rinnovata armonia tra gli individui.

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